Hic Sunt Leones
L'africa nera vissuta dai
frati cappuccini
Con la locuzione latina Hic sunt leones nell'antica Roma si indicava quella porzione del continente africano non esplorata e che pareva riservare solo pericolose realtà, una natura selvaggia, minacciosa. Questa breve frase diventa il titolo provocatorio e suggestivo per la mostra che verrà inaugurata il prossimo 30 marzo, presso il Museo dei Beni Culturali Cappuccini di Genova, una sorta di ricostruzione visiva della testimonianza, vivace ed attuale, di chi quell'Africa "misteriosa" l'ha conosciuta, vissuta ed amata ed intende raccontarla, svelandone i diversi volti.
Attraverso le parole dei missionari cappuccini si entra nelle realtà quotidiane dell'Africa Centrale, che vengono presentate al visitatore con l'ausilio di moderne installazioni video o filmati d'epoca, oggetti artistici o utensili, fotografie o riproduzioni scientifico-naturalistiche, nella consapevolezza di ricreare ambientazioni originali, fortemente evocative del mondo, della civiltà e della cultura dei popoli centroafricani.
La mostra si declina in modi accattivanti, talvolta seducenti, per cogliere i diversi aspetti di un universo non riducibile ad una definizione e in cui l'attività missionaria cappuccina ha svolto un ruolo importante attraverso lo sforzo di comprensione, di adattamento e di ricerca di un modus vivendi compatibile ed efficace per la crescita e la valorizzazione di quei lontani ed affascinanti territori, ancora un poco misteriosi per i più giovani cui l'esposizione si rivolge con la proposta di attività didattiche e di percorsi multimediali e laboratori interattivi.
Alcuni eventi collaterali quali concerti di musiche etniche, danze, letture, spettacoli e mercatini arricchiscono l'allestimento che si chiuderà il 3 luglio .
Ente ospitante l'evento è il Museo dei Beni Culturali Cappuccini di Genova
Ente di principale partecipazione è la Procura Missioni Estere Frati Cappuccini
Parlare oggi di Africa per una persona che viene da un altro continente è impossibile: sarebbe come prendere lucciole per lanterne.
Quasi tutti i Paesi africani hanno ottenuto l´indipendenza dalla nazione che li dominava da una cinquantina d´anni e, mai come oggi, essi si trovano in una situazione disperata, come se fossero in fondo ad un oscuro burrone, senza intravedere la luce della vera democrazia.
I mass-media divulgano le notizie e, dopo tanto desiderio di vita democratica, ritornano a parlare di neo-colonialismo, che, a volte, sa di vera schiavitù.
Non per niente, specie i giovani, tentano di arrivare alla "Fata Morgana" dei paesi dell´EU, rischiando una morte terribile in mare.
Per capire la situazione africana è necessario umilmente mettersi in ascolto dei veri autoctoni : di coloro, cioè, che abitano la savana o la foresta, e vivono oggi con tutti i problemi inerenti ad una situazione senza scampo, come rifugiati nella loro stessa terra.
Ci vuole tanta umiltà - abbandonando le proprie idee stereotipate - per riuscire ad avere uno sguardo generale sulla situazione, il più reale possibile.
La vocazione missionaria dell'Ordine dei Frati Minori si rivela fin dalle origini.
Andare tra i saraceni e altri infedeli. I frati sono tra, in mezzo ai saraceni (e non accanto o al di sopra), non per fare una crociata o una conquista, ma con spirito di pace e di non - violenza, con il desiderio di condividere la vita e il lavoro di tutti, come una presenza fraterna di solidarietà per costruire insieme la vera pace.
I saraceni oggi sono semplicemente "gli altri", di qualsiasi cultura e religione. La missione del fratello Minore è di andare a incontrare l'altro.
Oggi gli 11.000 frati dell'Ordine sono presenti in 104 nazioni del mondo! Nel 2005 hanno iniziato nuove presenze in Islanda e Ghana. Nel 2006 si sono raggiunte le Seychelles, la Bolivia e Haiti, nel 2009 hanno accettato la responsabilità per il Kuwait e una piccola presenza nel Nepal. Nel 2010 gli orizzonti si sono allargati in Asia.
Il Padre Generale dei frati Cappuccini Mauro Johri, nel novembre del 2009 ha inviato all'Ordine la lettera sul tema della Missione:"Francesco d'Assisi non solo fu uomo tutto "evangelico", ma anche uomo "cattolico, cioè universale con e nella Chiesa. Inserendo nella regola la norma di come "andare fra i saraceni" volle indicare prima ancora della dimensione del martirio, quella della relazione. Senza nascondere la propria identità di cristiano, il Poverello cercava in primo luogo di incontrare l'altro e di vedere in lui il fratello. L'incontro con il sultano lo testimonia in modo sorprendente.
In questo senso l'azione missionaria dell'Ordine non deve essere intesa in primo luogo alla stregua di una diffusione quantitativa, ma piuttosto come il rendere presente il carisma di san Francesco in culture che ancora non lo conoscono. La nostra vuole essere una presenza che intende incidere sulla realtà che la circonda per arricchirla. In ciò essa non mancherà di essere di sostegno alla comunità cristiana. Per essere presenti in questo modo occorre anzitutto fare chiarezza sulla propria vocazione di frati minori: ciò è anteriore sia alla preparazione intellettuale che al desiderio di "andare" in missione."
Il Museo dei Beni Culturali Cappuccini dopo avere organizzato mostre sul patrimonio artistico, religioso, librario, archivistico soprattutto di ambito ligure, in questa occasione ha voluto spaziare nel continente africano.
Desideriamo raccontare la vocazione missionaria dei frati che nel 1848 sono partiti da Genova per la Repubblica Centro Africana e che si sono inseriti nel territorio, condividendo con la gente del posto le gioie e le fatiche, le speranze e i progressi nell'edificazione del Regno di Dio.
I tesori dell'arte africana
Da lunga data si discute sul valore "artistico" o meno dell'arte africana e dell'influenza sull'arte occidentale.
E' opportuno ricordare che, come oggi sostengono numerosi esperti, la fascia centrale dell'africa è l'origine e la culla della civiltà umana. Da qui sembra siano infatti partiti, più di 750.000 anni fa, i primi "uomini". Al 5000 avanti Cristo risalgono le pitture rupestri lasciate dai boscimani e i Bantù hanno qui sviluppato la loro civiltà del ferro. Origine dell'umanità? Origine anche dell'arte allora?
Oggi finalmente è stata riconosciuta l'importanza di quel grande patrimonio artistico, che, lontano dal primitivismo o semplicismo con i quali è sempre stato indicato, ha potuto finalmente dimostrare il proprio valore e la propria evoluzione, legati a tradizioni e scuole di antichissima data.
Gli altri aspetti che prevalgono negli oggetti africani sono: l'enfasi sulla figura umana, il prevalere della rappresentazione simbolica sulla rispondenza figurativa, l'assenza di una proporzione lineare nella scala degli oggetti e l'utilizzo degli oggetti medesimi, sempre legati a performance attive piuttosto che ad un esposizione statica.
Ecco la grande importanza dell'arte nera africana per l'arte moderna occidentale: essa ha dato la forza di superare il legame figurativo e oltre ancora ha introdotto l'idea della "non relazione", della "non proporzione", e, pur in un'armonia di forme che come detto in precedenza l'avvicina in alcuni casi all'arte greca, ha liberato definitivamente la creatività dell'artista occidentale permettendo così, quando non risolta in semplici esercizi estetici, la realizzazione dei grandi capolavori che oggi possiamo ammirare.
Arte africana SI allora, e a pieno diritto e con pieno titolo. Importante e fondamentale non solo in se e per se, ma anche per tutta la storia dell'arte.
Non solo la "grande" arte africana quindi, ma anche gli oggetti semplici, quelli che oggi definiamo "artigianato", possono rappresentare la storia di un paese.
Ogni oggetto artistico è relazionato al contesto temporale e geografico nel quale è stato realizzato ed è questo aspetto che non ci consentirà mai di comprendere appieno il significato delle culture "altre". Ma crediamo che cultura significhi anche capacità di astrazione da ciò che sono le nostre conoscenze, capacità di osservare con occhi e spirito liberi da preconcetti su ciò che vale o ha valore. Questo è il nostro compito, questa è la possibilità che vogliamo offrire.
"Hic Sunt Leones"
L' Africa Nera vissuta dai missionari cappuccini
dal 31 marzo al 3 luglio 2011 presso il Museo dei Beni Culturali Cappuccini di Genova
Viale IV Novembre, 5 - Passo Santa Caterina Fieschi - 16121 Genova
Orari: da martedì a domenica: 14.30 - 18.00
giovedì: 10.00 - 13.00/14.00 - 18.00
A cura di: Vittorio Casalino, Luca Temolo Dall'Igna, Daphne Ferrero, Luca Piccardo
Ingresso: 3 euro; ridotto € 2.50 over 65
(gratis under 18, portatori di handicap con accompagnatore, religiosi e missionari )
Disponibile catalogo