di quanto potesse essere utile sia per la preghiera sia per i propri fabbisogni quotidiani. All'interno di un convento ogni cosa era prodotta nell'officina adiacente ad esso, dove i frati si dividevano i compiti a seconda di quelle che erano le predisposizioni naturali di ciascuno.
C'era il frate intagliatore che produceva oggetti, di devozione e non, plasmando il legno, ma anche il frate falegname che assemblava rudimentali tavoli o giacigli.
Altri frati si occupavano della tessitura, anche in questo caso divisa tra materiali di primaria neccessità, come i sai o le coperte di lana, e composizioni a carattere decorativo.
Altri ancora che si cimentavano, talora con risultati più che soddisfacenti, nella pittura o nella scultura!!
Una costante, nello svolgimento di tutte queste attività, era, ed è tutt'oggi, l'utilizzo di materiali poveri, quali paglia, legno, carta e cartoncino, gesso, cartapesta ecc.. uniti al reimpiego di oggetti o di parti di essi.
L'intento di questo museo è, per mezzo delle mostre che già si sono svolte e per mezzo di quelle che, a Dio piacendo, si susseguiranno in futuro,far conoscere e rendere fruibili al pubblico tutte queste particolari e curiose attività che nel corso dei loro cinque secoli di storia hanno accompagnato la vita religiosa e contemplativa di ogni singolo frate.