Venite Adoremus
Mostra d'arte e di presepi
L'evento:
In occasione del Santo Natale i Frati Cappuccini dedicano gli spazi della propria struttura museale ad una mostra interamente dedicata alla Natività di Gesù.
Sarà l'occasione per ammirare, sculture, dipinti, tessuti, immaginette e oggetti d'artigianato legati al presepe. Grande rilevanza avranno, come da tradizione, le statuine a manichino in legno intagliato di scuola di Anton Maria Maragliano.
Accanto alla mostra il grande Presepe biblico animato di Franco Curti, con le sue 150 statuine in movimento, che torna a Genova dopo la sua esposizione il Natale scorso in Piazza Duomo a Milano.
Il Museo dei Beni Culturali Cappuccini di Genova, dopo le numerose richieste mosse dal pubblico dell'anno scorso, ha deciso di riesporre il Presepe meccanico di Franco Curti, affiancato da una mostra completamente dedicata al Natale.
Proprio Franco Curti, nel suo memoriale sulla storia e sul montaggio del presepe spiega la propria finalità: "il presepe fu costruito partendo da un tema prefisso di illustrare il più grande avvenimento di tutti i tempi: la Natività di Gesù e i testimoni della nascita."
Franco continua nel suo memoriale manoscritto, esposto al pubblico, spiegando le parti del presepe dai quadri con le profezie fino al grande trittico con Betlemme, Gerusalemme e Betania.
La lunga storia di questo presepe inizia nel 1947, ma la sua prima esposizione pubblica è confermata da Franco Curti nel 1949 a Carmagnola, suo paese d'origine, che radunò 5000 visitatori. Passano gli anni e il presepe inizia a diventare famoso in tutto il Piemonte e nella Liguria e dieci anni più tardi i visitatori erano già saliti a circa 200 mila. In tutti questi anni gira tra grandi e piccole città tra le quali Torino (1958), Cuneo (1960), Asti (1963), Biella (1965), Como (1969), Milano (1974/75). Il presepe piace così tanto a grandi e piccini che Franco decide di montarlo anche nel periodo estivo e nella sola estate del 1973 raccoglie circa 25.000 visitatori al Santuario di Loreo (RO).
Nel 1976 Franco dona la sua opera ai Cappuccini della Liguria nelle mani di padre Romano da Calice che lo gestisce dal 1976 al 1983 facendolo girare tra Santa Margherita Ligure, Calice Ligure e Savona, con un totale di visitatori che si aggira attorno ai 150.000.
Nel 1984 padre Romano cede il passo a un suo confratello più giovane, padre Andrea Caruso che lo porta al seminario di Finale Marina (SV) dove resterà esposto fino al 1995. Dopo una piccola parentesi di 3 anni a San Remo arriva finalmente a Genova tra le sedi di Sorriso Francescano di Via Trento e di Coronata.
Nel 2007 il Museo dei Beni Culturali Cappuccini di Genova allestisce la sua prima mostra completamente dedicata al Natale riscuotendo un enorme successo di pubblico e critiche positive. Nasce così in padre Andrea Caruso e nei responsabili del Museo l'idea di esporre il presepe di Curti l'anno seguente nell'auditorium del Museo. Questa sembra essere la collocazione migliore per arrivare a un pubblico eterogeneo anche grazie al buon rapporto didattico con le scuole della Provincia.
Si arriva alla storia più recente: nell'autunno del 2010 il Comune di Milano propone al Museo di esporre il Presepe meccanico di Franco Curti in piazza Duomo. L'allestimento in tale sede diventa un evento di grande risonanza mediatica nazionale. Sotto Natale tutte le testate giornalistiche e le emittenti televisive più importanti parlano del "magnifico presepe meccanico che incanta piazza Duomo". In sole tre settimane di esposizione più di 100.000 persone hanno ammirato la magia del presepe meccanico dei Cappuccini. Nel 2010 siamo alla 98esima esposizione del presepe e il totale di visitatori raccolti è di 933.000. Quest'anno la speranza dei padri cappuccini è che anche Genova possa essere così partecipe e tagliare così il traguardo del milione di visitatori.
La storia
"Se la rievocazione di questo avvenimento, pur nella sua semplicità, dopo duemila anni attira ancora così tanti visitatori e può suscitare un po' di quel divino messaggio, penso di poter dire che non sono state inutilmente sprecate le 12000 ore che ho dedicato alla costruzione del mio presepe". Così parlava nel 1972 Franco Curti.
Ciò che non si vede guardando il presepe sono i 7 motori che danno i movimenti; 307 lampadine variano la luce creando il giorno, l'aurora e la notte; 205 cuscinetti a sfere e 273 tra ruote, pulegge e ingranaggi sincronizzati fanno muovere tutti i personaggi. La ruota che fa più giri è quella dei motori (1400 giri al minuto), la più lenta quella degli effetti di luce (1 giro ogni 3 minuti).
Le costruzioni del presepe sono tutte costruite in traforo, le statue, in maggioranza, sono scolpite a mano da artigiani della Val Gardena. I personaggi in movimento sono oltre 150 e la parte centrale è un trittico di 40 m2 composto dalla ricostruzione di Betania, Gerusalemme e Betlemme al tempo di Gesù. Cadute d'acqua, vedute panoramiche orientali, degradanti cambi di luce e un sottofondo musicale completano il quadro suggestivo della natività.
Completano l'opera 5 quadri meccanici con le Profezie dei Profeti Isaia, Michea e Malachia, la ricerca dell'alloggio e l'Adorazione dei Magi.
Franco Curti
Nato a Cuneo nel 1916, allievo dei padri Somaschi, dai quali apprese l'arte del rilegare, Franco si trasferì a Carmagnola per un posto da sacrestano abbandonando il seminario. Inizia a lavorare al presepe proprio in una stanza della casa parrocchiale. Finita la sua opera, Franco costruì un padiglione ad hoc per il trasporto e l'esposizione del suo presepe con "all'interno anche una cabina in cui passare le notti quando la mostra era lontano da casa", comprò un camioncino, quindi un'auto con tanto di megafono sul tetto per chiamare a raccolta i visitatori nei vari paesi. Il presepe era la sua vita.
La mostra
L'offerta Natalizia del Museo dei Beni Culturali Cappuccini di Genova non si conclude col presepe meccanico, ma prevede anche la mostra "Venite Adoremus". L'evento presenta una rassegna della produzione ligure di statuine da presepe. Ecco quindi che si possono trovare in mostra sia i grandi maestri del presepe settecentesco come Anton Maria Maragliano e Pasquale Navone con le loro statuine a manichino impreziosite da inserti di pasta vitrea e da stoffe preziose, sia le produzioni più popolari, come le statuine in terracotta, cartapesta, gesso... Spazio viene riservato quest'anno ai tronetti d'altare con le statue di Gesù Bambino e a una piccola rappresentanza di icone bizantine.
La mostra ospita una rassegna di statuine da presepe provenienti dai vari conventi cappuccini del territorio ligure: ne sono esempio il convento di Sarzana, Sestri Ponente, Varazze, Final Marina, Pieve di Teco. Il lavoro di recupero svolto dai padri cappuccini negli ultimi anni nei conventi chiusi ha permesso di preservare dalla dispersione e valorizzare tutto il patrimonio culturale presente al loro interno e lo dimostrano anche queste statuine, che pur non avendo un grande valore artistico, diventano un importante veicolo per comprendere l'evoluzione storica di una forma di espressione così popolare. Trovano dignità espositiva, accanto a maestri della scultura e della pittura ligure, anche produzioni popolari in terracotta come i macachi albisolesi degli inizi del '900, statuine che venivano realizzate in casa dalle mogli degli operai che lavoravano nelle fabbriche di ceramica e che tutt'oggi i figulinai modellano con invariata fortuna.
Degna collocazione del piccolo Re dell'Universo sono i tronetti in legno scolpito, intagliato e dorato con volute e festoni vegetali principalmente del Settecento e Ottocento. Il piccolo Gesù Bambino viene così offerto alla vista del popolo, che lo adora come il suo Re.
A concludere il percorso si possono ammirare immaginette, cartoline, medaglie natalizie.
A fare da cornice a questa rassegna è la collezione di dipinti del Museo di grande valore artistico e religioso dedicati al Natale. Degni di nota sono: "Annunciazione" di Gandolfino da Roreto, un trittico copia antica da Peter Coek con "Annunciazione, adorazione dei pastori e il riposo durante la fuga in Egitto", "San Giuseppe col Bambino" di Carlo Giuseppe Ratti.
Visite guidate individuali € 5 a partecipante: alle ore 15.30 dei giorni: sabato 10 dicembre, domenica 18 dicembre, martedì 27 dicembre, giovedì 5 gennaio, domenica 15 gennaio, sabato 21 gennaio e domenica 5 febbraio. Nei giorni 25/26 dicembre e 1 gennaio il museo aprirà con orario ridotto: 16.00-18.00.