La provincia ha quindi un mirabile sviluppo ed entro il 1589 il numero dei conventi sale a 33, in Liguria, in Piemonte e nel Monferrato.
Dal 1589 al 1612 la Provincia monastica si estende da un capo all’altro della Liguria: da Nizza a Sarzana, mettendo i confini fino a Saluzzo, Pinerolo, Torino, Casale, Pavia, Varzi e Pontremoli.
Nel 1613 nel Capitolo Provinciale, convocato a Pavia, S. Lorenzo da Brindisi viene eletto Provinciale. Il duca di Savoia, Carlo Emanuele, pur amando i Cappuccini, pensa di far staccare da Genova tutti i conventi che la Provincia contava nei suoi Stati, con l’intento di creare una nuova Provincia autonoma. Sperava di vedere realizzato il suo intento nel capitolo di Pavia, ma ne fu deluso. Interdì quindi a S. Lorenzo da Brindisi la visita ai conventi del Piemonte e scrisse al Papa per ottenere la divisione della Provincia, almeno nel Capitolo successivo.
Nel 1618 nel Capitolo generale, a Roma, viene eletto Superiore dell’Ordine P. Clemente da Noto. Proposta ai Capitolari la questione della divisione della Provincia di Genova, si decide in favore e si estende il relativo Decreto, affidandone poi l’esecuzione a P. Giovanni da Venezia.
Nel 1530 circa un primo drappello di Cappuccini trova ospitalità presso l’Ospedale degli Incurabili, o Ospedaletto, dove il Magistrato della Pia Opera assegna loro alcune stanze e la Chiesa di San Colombano. Pochi frati vengono chiamati a prestare la loro opera spirituale presso l’Ospedale di Pammatone.
Qui continuarono ad operare ad intervalli più o meno lunghi, alternandosi nell’officiare le funzioni nella chiesa con i sacerdoti riformati di Tortona, i Gesuiti, gli Agostiniani, i Crociferi, i sacerdoti diocesani. Non cessò anche il rapporto volontaristico con l’ospedale, intensificatosi nei momenti di particolare emergenza come per epidemie, tempi di influenza, ecc.
Con la convenzione del 1538, stipulata con l’amministrazione dell’Ospedale, i Cappuccini presero servizio in modo definitivo nella cura della Chiesa e nel Servizio degli infermi nell’Ospedale. Anche dopo le leggi di soppressione del 1866, il Presidente dell’Ospedale ottenne che due cappuccini continuassero il loro apostolato, figurando come sacerdoti diocesani. Oggi curano ancora ed officiano la chiesa, diventata Santuario di S. Caterina, dopo che gli ammalati furono
La storia dei Cappuccini a Genova