Museo Cappuccini Ge

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Museo

Chi siamo

L'ingresso del Museo corrisponde con l'entrata di quello che storicamente viene definito Deposito di Santa Caterina.
Varcando il portone di accesso la visita inizia percorrendo un ampio scalone progettato nel 1772 da Gaetano Cantoni che un tempo permetteva di accedere direttamente dalle corsie dell'ospedale di Pammatone alla Cappella superiore della Chiesa.

Dopo le devastazioni dovute ai bombardamenti (1941) l'ospedale di Pammatone è stato demolito e sostituito dal Palazzo di Giustizia. Il collegamento con l'antica struttura è stato eliminato e per questo motivo il corpo incorrotto di Santa Caterina è stato traslato nella chiesa sottostante.

La grande cappella che troviamo al termine dello scalone da deposito delle sacre spoglie è divenuto oggi parte integrante del Museo ed accoglie la collezione permanente, ossia una raccolta di pale d'altare, dipinti e sculture in genere raccolti negli anni dai frati presso i conventi liguri non più attivi per preservarli dal deterioramento e dalla dispersione.

A coronazione di questa esposizione il visitatore può ammirare gli ornamenti a chiaroscuro lungo le pareti e sulla volta della cappella superiore eseguiti da Michele Canzio. Nel presbiterio, infine, si trovano il tondo della volta con Santa Caterina in gloria, le pareti con la Visione e il Miracolo di Santa Caterina e i peducci con Figure simboliche che sono stati affrescati nel 1822 da Santo Tagliafichi.
Oltre a contenere parte della quadreria del museo questo spazio viene utilizzato per varie manifestazioni culturali: conferenze, concerti, incontri.

Dalla parte opposta rispetto alla cappella superiore, una piccola porta a vetri dà accesso alla sala museale vera e propria.
Si tratta di un open space di 250 metri quadrati concepito nel 2005 seguendo rigorosamente i moderni canoni della museografia, dotato di climatizzazione, videosorveglianza, allarme e un impianto d’illuminazione non invasivo.
In questo spazio prendono posto di volta in volta le varie mostre che il Museo propone.


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