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Presepe Meccanico

Il presepe meccanico di Franco Curti
Visitabile tutti gli anni a Natale


Proprio Franco Curti, nel suo memoriale sulla storia e sul montaggio del presepe spiega la propria finalità: “il presepe fu costruito partendo da un tema prefisso di illustrare il più grande avvenimento di tutti i tempi: la Natività di Gesù e i testimoni della nascita.”
Franco continua nel suo memoriale manoscritto, esposto al pubblico, spiegando le parti del presepe dai quadri con le profezie fino al grande trittico con Betlemme, Gerusalemme e Betania.

La lunga storia di questo presepe inizia nel 1949 con la sua prima esposizione pubblica a Carmagnola,  paese d’origine di Franco. Passano gli anni e il presepe inizia a diventare famoso in tutto il Piemonte e nella Liguria e dieci anni più tardi i visitatori erano già saliti a circa 200 mila. In tutti questi anni gira tra grandi e piccole città tra le quali Torino (1958), Cuneo (1960), Asti (1963), Biella (1965), Como (1969), Milano (1974/75). Il presepe piace così tanto a grandi e piccini che Franco decide di montarlo anche nel periodo estivo e nella sola estate del 1973 raccoglie circa 25.000 visitatori al Santuario di Loreo (RO).
Nel 1976 Franco dona la sua opera ai Cappuccini della Liguria nelle mani di padre Romano da Calice che lo gestisce dal 1976 al 1983 facendolo girare tra Santa Margherita Ligure, Calice Ligure e Savona, con un totale di visitatori che si aggira attorno ai 150.000.
Nel 1984 padre Romano cede il passo a un suo confratello più giovane, padre Andrea Caruso che lo porta al seminario di Finale Marina (SV) dove resterà esposto fino al 1995. Dopo una piccola parentesi di 3 anni a San Remo arriva finalmente a Genova tra le sedi di Sorriso Francescano di Via Trento e di Coronata.
Nel 2007 il Museo dei Beni Culturali Cappuccini di Genova allestisce la sua prima mostra completamente dedicata al Natale riscuotendo un enorme successo di pubblico e critiche positive. Nasce così in padre Andrea Caruso e nei responsabili del Museo l’idea di esporre il presepe di Curti l’anno seguente nell’auditorium del Museo. Questa sembra essere la collocazione migliore per arrivare a un pubblico eterogeneo anche grazie al buon rapporto didattico con le scuole della Provincia.
Si arriva alla storia più recente: nell’autunno del 2010 il Comune di Milano propone al Museo di esporre il Presepe meccanico di Franco Curti in piazza Duomo. L’allestimento in tale sede diventa un evento di grande risonanza mediatica nazionale. Sotto Natale tutte le testate giornalistiche  e le emittenti televisive più importanti parlano del “magnifico presepe meccanico che incanta piazza Duomo”. In sole tre settimane di esposizione più di 100.000 persone hanno ammirato la magia del presepe meccanico dei Cappuccini. Nel 2013 siamo alla 101 esima esposizione del presepe e il totale di visitatori raccolti è di oltre un milione.

La storia
“Se la rievocazione di questo avvenimento, pur nella sua semplicità, dopo duemila anni attira ancora così tanti visitatori e può suscitare un po’ di quel divino messaggio, penso di poter dire che non sono state inutilmente sprecate le 12000 ore che ho dedicato alla costruzione del mio presepe”. Così parlava nel 1972 Franco Curti.
Ciò che non si vede guardando il presepe sono i 7 motori che danno i movimenti; 307 lampadine variano la luce creando il giorno, l’aurora e la notte; 205 cuscinetti a sfere e 273 tra ruote, pulegge e ingranaggi sincronizzati fanno muovere tutti i personaggi. La ruota che fa più giri è quella dei motori (1400 giri al minuto), la più lenta quella degli effetti di luce (1 giro ogni 3 minuti).
Le costruzioni del presepe sono tutte costruite in traforo, le statue, in maggioranza, sono scolpite a mano da artigiani della Val Gardena. I personaggi in movimento sono oltre 150 e la parte centrale è un trittico di 40 m2 composto dalla ricostruzione di Betania, Gerusalemme e Betlemme al tempo di Gesù. Cadute d’acqua, vedute panoramiche orientali, degradanti cambi di luce e un sottofondo musicale completano il quadro suggestivo della natività.
Completano l’opera 5 quadri meccanici con le Profezie dei Profeti Isaia, Michea e Malachia, la ricerca dell’alloggio e l’Adorazione dei Magi.

Franco Curti
Nato a Cuneo nel 1916, allievo dei padri Somaschi, dai quali apprese l’arte del rilegare, Franco si trasferì a Carmagnola per un posto da sacrestano abbandonando il seminario. Inizia a lavorare al presepe proprio in una stanza della casa parrocchiale. Finita la sua opera, Franco costruì un padiglione ad hoc per il trasporto e l’esposizione del suo presepe con «all’interno anche una cabina in cui passare le notti quando la mostra era lontano da casa», comprò un camioncino, quindi un’auto con tanto di megafono sul tetto per chiamare a raccolta i visitatori nei vari paesi. Il presepe era la sua vita.


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